In viaggio col pancione: come farlo in sicurezza

In viaggio col pancione: come farlo in sicurezza

Con l’arrivo della bella stagione, molte mamme in attesa si domandano quali precauzioni prendere e dove poter andare in vacanza: ecco dunque qualche consiglio per viaggiare in gravidanza.

Quando e come viaggiare

Prima di fare la valigia, bisognerebbe sempre consultare la propria ostetrica o il proprio ginecologo in quanto, essendo a  conoscenza della storia della gravidanza, potranno dare il loro consenso o meno riguardo la partenza.
Il periodo migliore per viaggiare in gravidanza è quello compreso tra la 14^ e la 38^ settimana di E.G.  e non esistono particolari controindicazioni, salvo evitare strapazzi fisici e condizioni troppo disagevoli.  In ogni caso si consiglia sempre di portare con sé la cartella clinica con gli esami della gravidanza e la propria tessera sanitaria.

Quale mezzo scegliere?

  • Treno: è il mezzo di trasporto più comodo per la gravidanza, in quanto si ha la possibilità di scegliere un posto comodo, fare delle passeggiate per favorire la circolazione e usare la toilette al bisogno.
  • Auto: in macchina è preferibile eseguire piccoli tragitti, al massimo 5-6 ore ed effettuare numerose soste per ristorarsi. L’ideale sarebbe che guidi qualcun altro, così che la mamma possa allungare un po’ lo schienale e usare dei cuscini per sostenere la zona lombare. È importante ricordare di allacciare sempre la cintura, sia sul sedile davanti che dietro, senza aver paura che questa possa costringere il feto.
  • Aereo: l’epoca di gravidanza massima per viaggiare in aereo dipende dalla compagnia aerea, di solito lo permettono fino alla 36^ settimana circa. Sarebbe opportuno scegliere un posto vicino alla toilette o all’uscita di emergenza, dove è più facile poter allungare le gambe. È consigliabile indossare, soprattutto nel caso di viaggi molto lunghi, le calze contenitive o fare delle passeggiate lungo i corridoi.
  • Nave: se non si è mai viaggiato in nave, è sconsigliabile farlo in gravidanza in quanto si potrebbe soffrire di mal di mare. In ogni caso è consigliabile portarsi degli snacks secchi da mangiare al bisogno e indossare i braccialetti contro la nausea acquistabili in farmacia.

Quali mete scegliere?

  • Mare: lo iodio e il clima ventilato non posso che portare benefici alla mamma. L’unica accortezza sta nell’evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde e utilizzare sempre una protezione solare alta.
  • Montagna: l’aria pulita della montagna non può che fare bene alla mamma e al bambino, a patto che non si superino i 1500 metri di altitudine. Ad alta quota, infatti, l’ossigeno è rarefatto e la respirazione può essere difficoltosa. Se si riscontrano capogiri o mal di testa, è meglio fermarsi a quote più basse.
  • Mete esotiche: andrebbero evitate in gravidanza in quanto potrebbe esserci il bisogno di effettuare delle vaccinazioni prima di partire o si può andare incontro a condizioni igieniche non idonee e ad un clima ostico.

Cosa non può mancare in valigia

Quale che sia la meta scelta, alcune (poche) cose non possono mancare nella valigia di una mamma in attesa:

  • Cartella clinica con tutti gli esami della gravidanza;
  • Tessera sanitaria;
  • Numero della propria ostetrica o ginecologo;
  • Elenco di strutture ospedaliere o consultori vicini al luogo della vacanza;
  • Abiti e scarpe comodi;
  • Snacks secchi per il viaggio;
  • Crema solare protezione alta.

Autore

Marta Vettori 21 posts

Mi sono laureata con Lode all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, svolgendo il tirocinio formativo presso l’ospedale “S. Giovanni Calibita, Fatebenefratelli Isola Tiberina. Subito dopo la laurea, ho iniziato a partecipare a corsi di aggiornamento specifici per la professione ostetrica che mi permettessero di ampliare le mie conoscenze, in modo da poter al meglio stare al fianco della donna in ogni fase della sua vita. Esercito la libera professione sul territorio di Roma, cosa che amo perché mi permette di esercitare le mie competenze in un modo più naturale, dando assistenza "su misura”. Essere ostetrica per me significa valorizzare la figura femminile in ogni sua piccola sfaccettatura, concedere spazio alla coppia, ascoltare il neonato e i suoi bisogni, sostenere, consigliare, stare accanto, lasciare che la natura faccia il suo corso, ascoltare e osservare con le mani dietro la schiena.

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